La nostra pedagogista

Federica Borghetti

Federica Borghetti è laureata in scienze dell’educazione e ha un master di perfezionamento nel coordinamento degli asili nido. Ha a lungo collaborato per Il Telefono Azzurro come consulente sui temi dell'infanzia e della prevenzione all'abuso e ha lavorato per 9 anni come direttrice in un asilo nido di Milano. Attualmente si sta specializzando per diventare mediatrice familiare.
E' madre di un bambino.

Per consulenze private presso il suo studio scrivete a nidomilano@pquod.com

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30 Nov 2010

Sono un insegnante di scuola primaria, in classe (quarta) ho un alunno che mostra difficoltà a socia

Sono un insegnante di scuola primaria, in classe (quarta) ho un alunno che mostra difficoltà a socializzare con i compagni, è figlio unico genitori e parenti lo coprono di attenzioni. La madre sembra una persona attenta e collaborativa. In prima, la convocai per proporle una strategia che le permetesse di togliere pannolone e biberon al bambino, situazione di cui B. (chiamiamolo così) parlava con i compagni suscitando sorrisi e creando situazioni in cui dovevo intervenire per riportare l'equilibrio. A scuola, anche durante le attività di gruppo crea difficoltà, perchè \"sa tutto lui\" ha difficoltà a condividere il materiale, non sta alle battute giocose dei compagni (quando non lo chiamano in causa si offende dicendo che non lo vogliono) quando non riesce a svolgere un esercizio ginnico o un gioco dice di star male e di avere bisogno di sedersi (cosa che gli permetto di fare per breve tempo). Inventa storie e quando qualche bambino obietta sulla veridicità del racconto B s!
i arrabbia fino alle lacrime. Con le colleghe abbiamo provato diverse strategie consultando anche qualche esperto, ma non abbiamo avuto alcun risultato. A preoccupare di più e, credo non solo me e le colleghe ma anche i genitori è il passaggio che tra due anni farà alla scuola media. Cosa possiamo e dobbiamo fare? Grazie per l'attenzione


Gentile signora,
mi sembra che B. non abbia un ritardo evolutivo ma una situazione familiare che lo ha reso insicuro e con tutta una serie di problematiche. Mi chiedo: come mai porta ancora il pannolino? E’ stato consultato uno specialista a proposito del suo problema di enuresi?
Per quanto riguarda l’utilizzo del biberon e di tutti gli altri comportamenti problematici consiglierei ai genitori di parlare al più presto con uno psicologo ed eventualmente valutare l’ipotesi di una presa in carico non solo del ragazzino ma, in un’ottica sistemica, del nucleo familiare perché ho la sensazione che i genitori sottovalutino la situazione. Auguri e buon lavoro!
 

Tag: Scuole Elementari


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